venerdì 10 settembre 2010

Russia: sparizioni forzate nel Caucaso del Nord, continua l'impunità!

Russia: sparizioni forzate nel Caucaso del Nord, continua l'impunità!

In occasione della 27esima Giornata internazionale degli scomparsi, Amnesty International  ricorda la lotta e la richiesta di giustizia delle vittime di sparizioni forzate e delle loro famiglie.

Le sparizioni forzate, usate dai governi come strumento di repressione per mettere a tacere il dissenso, eliminare gli oppositori, perseguitare gruppi etnici, religiosi e politici, sono un crimine che si nutre del silenzio, che pone le vittime al di là della protezione della legge, celando il loro destino e nascondendo l'identità dei responsabili. Molte delle vittime di sparizione forzata vengono torturate e uccise.

Nelle repubbliche russe del Caucaso del Nord, migliaia di persone sono state vittime di sparizioni forzate. Nella sola Cecenia, dal 1999 le vittime sono state tra le 3000 e le 5000.Numerose sono state le segnalazioni di sparizioni forzate anche in Inguscezia e nel Dagestan. I familiari delle vittime non vengono informati sulla sorte dei loro cari e spesso subiscono rappresaglie e intimidazioni quando cercano di ottenere giustizia.

Le indagini sulle sparizioni forzate devono essere complete e indipendenti e i responsabili devono essere condotti davanti alla giustizia.

Questi sono alcuni dei casi di sparizioni forzate nel Caucaso del Nord seguiti da Amnesty International:
 
© Archivio Privato
Bashir Mutsolgov, un insegnante di 29 anni, è stato rapito il 18 dicembre 2003. Alcuni uomini armati in tuta mimetica lo hanno costretto a salire su un'automobile, nei pressi della sua abitazione a Karabulak, in Inguscezia, e lo hanno portato via. Da allora non si hanno sue notizie.
 
 
© Archivio Privato
Ibragim Gazdiev, proprietario di un negozio, aveva 29 anni quando è stato catturato da alcuni uomini armati in tuta mimetica l'8 agosto 2007, a Karabulak, in  Inguscezia. Da allora risulta scomparso.
 
 
© Amnesty International
Makhmadsalors Masaev, predicatore musulmano di 42 anni, si stava recando da alcuni parenti a Sernovodsk, vicino Grozny, in Cecenia, il 3 agosto 2008, quando sembra venne rapito. Da allora risulta scomparso.
 
 
© Archivio Privato
Bulat Chilaev, 27 anni, autista dell'organizzazione russa per i diritti umani Assistenza Civica, è stato rapito nell'aprile 2006. Si stava recando in automobile a Grozny, in ecenia, quando alcuni uomini col volto coperto gli hanno bloccato la strada. Lo hanno trascinato fuori dall'automobile, ammanettato e portato via. Da allora non si hanno notizie.
 
 
© Amnesty International
Zarema Gaisanova, 39 anni, lavorava in un'associazione di beneficenza quando è stata rapita il 31 ottobre 2009 a Grozny, in Cecenia, durante "un'operazione speciale", condotta dal presidente ceceno Ramzan Kadyrov. I vicini la videro per l'ultima volta mentre veniva portata via dalla sua abitazione. Da allora risulta scomparsa.
 
 
© Archivio Privato
Zelimkhan Murdalov, studente di 26 anni di Grozny, in Cecenia, ha lasciato la sua abitazione il 2 gennaio 2001, dicendo che sarebbe rientrato presto, ma non ha più fatto ritorno. Da allora risulta scomparso.
 
Dmitry Medvedev
presidente della Federazione russa
ul. Ilyinka, 23
103132 Moscow
Russian Federation

Egragio presidente Medvedev,

sono un simpatizzante di Amnesty International, l'Organizzazione internazionale che dal 1961 agisce in difesa dei diritti umani, ovunque nel mondo vengano violati.

Le chiedo di impegnarsi per porre fine alle ingiustizie delle molte sparizioni forzate nel Caucaso del Nord e di assicurare che:
  • tutti i casi di sparizioni forzate siano sottoposti a indagini immediate, complete e imparziali e che i responsabili siano assicurati alla giustizia;
  • sia fornita protezione da intimidazioni a testimoni e parenti;
  • venga compilato e reso pubblico l'elenco ufficiale di tutti gli scomparsi nella regione del  Caucaso del Nord.
La ringrazio per la sua attenzione

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