venerdì 10 settembre 2010

Perù: La salute materna è un diritto di tutte le donne

Perù: La salute materna è un diritto di tutte le donne

Data di pubblicazione dell'appello: 02.12.2009

Status dell'appello: chiuso



Perù, donne in fila per entrare in un ambulatorio a Huancavelica©Amnesty International
Perù, donne in fila per entrare in un ambulatorio a Huancavelica©Amnesty International
Grazie alle 3516 persone che hanno firmato l'appello sul nostro sito. Stiamo inviando le firme alla Sezione peruviana di Amnesty International. Vi terremo aggiornati sull'evoluzione del caso.


Il Perù ha il tasso di mortalità materna più alto di tutto il continente americano. L'attuale livello di mortalità materna in Perù è molto dibattuto - il governo parla di 185 donne ogni 100.000 nascite mentre il Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (UNFPA) dichiara che le donne che muoiono sono invece 240 ogni 100.000 nascite. Tuttavia, mentre le cifre possono variare, c'è accordo sul fatto che il livello sia troppo elevato.


La profonda iniquità della società peruviana è rappresentata dalla grandissima differenza del tasso di mortalità materna delle donne delle aree ricche e quelle delle aree povere. Secondo il ministero della Sanità peruviano, le donne nelle aree rurali hanno il doppio della probabilità rispetto a quelle delle aree urbane di morire per problemi legati alla gravidanza. Centinaia di donne incinte povere, appartenenti a popolazioni native o che vivono in aree rurali, muoiono per complicazioni evitabili, perché viene negata loro l'assistenza medica garantita invece alle donne in tutto il resto del paese.


Tra i fattori che impediscono alle donne di comunità povere di accedere alle cure mediche c'è la mancanza di strutture e servizi sanitari di qualità, l'assenza di cure ostetriche di emergenza. Un altro fattore chiave è la discriminazione socioeconomica, etnica e di genere che le donne subiscono quando cercano di accedere alle cure mediche in Perù. Per le donne povere e native questo fattore peggiora le cose. Inoltre, le donne che vivono in povertà vengono escluse dalle decisioni politiche e dai processi decisionali. Nelle politiche di governo, la loro voce raramente viene ascoltata e i loro punti di vista non sono mai tenuti in considerazione, in questo modo le violazioni dei diritti umani passano per lo più inosservate. 
Nel 2006, Amnesty International ha pubblicato Peru: Poor and excluded women - Denial of the right to maternal and child health. Questo rapporto sottolinea come il Perù non rispetti l'obbligo internazionale, secondo il diritto internazionale dei diritti umani, di assicurare le cure per la salute materno-infantile. I dati raccolti evidenziano che, nonostante i progressi fatti, il Perù non si è ancora impegnato a garantire alle donne delle comunità povere un accesso ai servizi per la salute materna e riproduttiva che sia libero dalla discriminazione e di qualità.
Dal 2006, diverse misure positive sono state prese dal governo peruviano, in particolare dal ministero della Salute e da quello delle Finanze, per ridurre la mortalità materna. Nel 2008, il governo peruviano ha annunciato che il miglioramento della salute materna-infantile sarebbe stato uno degli obiettivi strategici nell'ambito delle politiche sociali del 2009 e che auspicava una riduzione della mortalità materna - 120 donne ogni 100.000 nascite - entro il 2015.
Il rapporto Fatal Flaws: Barriers to maternal health in Peru, pubblicato da AI nel 2009, evidenzia i progressi fatti e ciò che resta da fare. Le donne native, le loro famiglie e gli operatori sanitari di San Juan de Ccarhuacc, nella provincia andina di Huancavelica, descrivono le loro esperienze ad Amnesty International. Le loro storie riflettono le esperienze di donne che vivono in povertà in molte zone del Perù e sottolineano l'urgente bisogno per lo stato di essere all'altezza degli standard internazionali dei diritti umani.

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