venerdì 10 settembre 2010

Pakistan: il caso di Masood Janjua e Faisal Faraz

Pakistan: il caso di Masood Janjua e Faisal Faraz

Data di pubblicazione dell'appello: 28.08.2009

Status dell'appello: attivo



Masood Ahmed Janjua ©Archivio privato
Masood Ahmed Janjua ©Archivio privato
"Questa è la cosa peggiore che può accadere a chiunque. Se qualcuno muore, piangi e la gente ti consola e dopo un po' di tempo te ne fai una ragione, ma se qualcuno scompare... È la peggiore delle agonie."

              Amina Janjua, moglie di Masood Janjua, settembre 2006





Masood Ahmed Janjua, uomo d'affari di Rawalpindi, è "scomparso" il 30 luglio 2005, mentre stava viaggiando su un pullman verso Peshawar insieme a Faisal Faraz, un ingegnere di 25 anni di Lahore.


Nell'ottobre 2006, i giudici della Corte suprema del Pakistan hanno iniziato a discutere il caso di Masood Janjua. Numerose altre persone sottoposte a sparizione forzata hanno testimoniato di aver visto entrambi gli uomini in un centro di detenzione. Tuttavia, i funzionari di Stato hanno negato il fatto che i due uomini possano trovarsi in detenzione e di sapere dove si trovino.


Nel novembre 2007, il presidente Musharraf ha rimosso dal loro incarico la maggior parte dei giudici della Corte suprema, facendo venir meno la speranza di poter ritrovare i due uomini.


Non si hanno informazioni sulla loro condizione e sul luogo in cui si trovano.
Farooq H. Naek
Minister of Law, Justice and Human Rights
Room 305, S-Block,
Pakistan Secretariat
Islamabad, Pakistan
Fax: +92 51 9202628
Egregio Ministro,


Le scriviamo come sostenitori di Amnesty International, l'organizzazione non governativa che dal 1961 lavora in difesa dei diritti umani, ovunque questi vengano violati.


Le chiediamo di indagare e rendere nota ogni informazione relativa alla sorte e al luogo in cui si trovano Masood Janjua e Faisal Faraz e le chiediamo, inoltre, di assicurare alla giustizia, attraverso processi equi, i responsabili della loro sparizione forzata.


La sollecitiamo a rilasciare i due uomini o ad accusarli e processarli secondo gli standard internazionali dell'equo processo.


La ringraziamo per l'attenzione.

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