mercoledì 25 novembre 2009

Malamore. Esercizi di resistenza al dolore Concita De Gregorio

Malamore. Esercizi di resistenza al dolore Concita De Gregorio

La violenza sulle donne, in questi ultimi anni, è diventata una delle grandi emergenze sociali del nostro paese e non solo. Leggiamo sempre più spesso di donne maltrattate, sentiamo storie di violenza e di abusi e ci domandiamo cosa sia necessario fare per fermare quello che appare come un preoccupante segnale di degenerazione della vita nelle nostre città. Eppure, a ben vedere i dati sull'argomento, si tratta di un fenomeno che riguarda più la vita domestica che non le nostre strade, le nostre piazze o altri luoghi pubblici. Si tratta di una violenza che spesso si consuma tra persone che si conoscono, magari da lungo tempo, tra coppie consolidate, tra marito e moglie. Relazioni violente, che durano nel tempo, a cui, volendo, si potrebbe spesso anche sfuggire. Una volontà che però non trova mai la forza di diventare davvero decisione. Concita De Gregorio torna a indagare le ombre dell'amore. Questa volta però non dell'amore tra madri e figli, ma di quello tra uomini e donne. Prova a indagare tutte le ragioni e i risvolti di un amore che diventa violenza e a cui non ci si riesce a sottrarre. E lo fa raccontando storie appassionanti e commoventi di donne, famose e non, che nell'illusione di cambiare una storia sbagliata hanno per anni continuato a farsi del male.
I vostri commenti

Malamore. Esercizi di resistenza al dolore Concita De Gregorio

Malamore. Esercizi di resistenza al dolore Concita De Gregorio

La violenza sulle donne, in questi ultimi anni, è diventata una delle grandi emergenze sociali del nostro paese e non solo. Leggiamo sempre più spesso di donne maltrattate, sentiamo storie di violenza e di abusi e ci domandiamo cosa sia necessario fare per fermare quello che appare come un preoccupante segnale di degenerazione della vita nelle nostre città. Eppure, a ben vedere i dati sull'argomento, si tratta di un fenomeno che riguarda più la vita domestica che non le nostre strade, le nostre piazze o altri luoghi pubblici. Si tratta di una violenza che spesso si consuma tra persone che si conoscono, magari da lungo tempo, tra coppie consolidate, tra marito e moglie. Relazioni violente, che durano nel tempo, a cui, volendo, si potrebbe spesso anche sfuggire. Una volontà che però non trova mai la forza di diventare davvero decisione. Concita De Gregorio torna a indagare le ombre dell'amore. Questa volta però non dell'amore tra madri e figli, ma di quello tra uomini e donne. Prova a indagare tutte le ragioni e i risvolti di un amore che diventa violenza e a cui non ci si riesce a sottrarre. E lo fa raccontando storie appassionanti e commoventi di donne, famose e non, che nell'illusione di cambiare una storia sbagliata hanno per anni continuato a farsi del male.
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Malamore. Esercizi di resistenza al dolore



Malamore. Esercizi di resistenza al dolore
De Gregorio Concita

La Violenza Psicologica









La Violenza Psicologica









perchè la violenza contro le donne è una forma di violenza particolarmente pericolosa per la nostra società

la Psicoterapeuta Maria Rita Parsi spiega perchè la violenza contro le donne è una forma di violenza particolarmente pericolosa per la nostra società










perchè la violenza contro le donne è una forma di violenza particolarmente pericolosa per la nostra società

la Psicoterapeuta Maria Rita Parsi spiega perchè la violenza contro le donne è una forma di violenza particolarmente pericolosa per la nostra società










VIOLENZA DONNE: GIORNATA MONDIALE, APPELLI AMNESTY NEL MONDO


VIOLENZA DONNE: GIORNATA MONDIALE, APPELLI AMNESTY NEL MONDO


Oggi si celebra la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne

Il 25 novembre si celebra la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne,
istituita dall'Onu nel 1999 per sensibilizzare le società sulla violenza di genere diffusa in ogni parte del mondo e riscontrabile in ogni ambito,
senza limiti d'età o di status socio-economico.

In particolare è stato scelto il 25 novembre perchè è la data in cui le tre sorelle Mirabal, della Repubblica Dominicana, vennero uccise nel 1960 per il loro impegno politico contro
il dittatore Trujillo.

In"A life free of violence"l'Unifem,United development fund for women,indica le "Strategie" per contrastare la violenza sulle donne




NAPOLITANO:VIOLENZA SU DONNE IN CRESCITA La violenza sulle donne è una "vera emergenza su scala mondiale" e in Italia ai "necessari interventi di tipo repressivo si debbono affiancare azioni concrete per diffondere una concezione della donna che rispetti la sua dignità e si opponga al modello consumistico spesso proposto da media e pubblicità". E' il messaggio del presidente della Repubblica Napolitano, nella Giornata internazionale contro la violenza alle donne. Il Capo dello Stato ricorda che "molto resta ancora da fare per sradicare una concezione della donna come oggetto, di cui ci si può anche appropriare",e invita a riflettere su un fenomeno "ancora drammaticamente attuale"


ITALIA,QUASI 7 MILIONI DONNE VITTIME VIOLENZA Si celebra oggi in tutto il mondo la Giornata contro la violenza sulle donne In Italia, (dati Istat), una donna su tre tra i 16 e i 70 anni è stata, almeno una volta,vittima di violenza o malrattamenti. Sono sei milioni 743 mila le donne che hanno subito violenza fisica o sessuale Tre milioni di donne aggredite durante una relazione o dopo averla troncata. Contro mogli e fidanzate i reati gravi: 8 su 10 aggredite in casa. Il 6,6% delle donne ha subito una violenza sessuale prima dei 16 an- ni, e più della metà di loro (il 53%) non lo ha mai confidato. Sabato 28 manifestazione nazionale a Roma.


N TERZO DI DONNE AL MONDO SUBISCE VIOLENZA La violenza contro le donne non appare in diminuzione,nonostante la Convenzione per l'eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne, sia stata ratificata da 186 Paesi. L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) stima che nel mondo circa un terzo delle donne abbia subito una o più violenze nel corso della propria vita. La Banca Mondiale segnala che, per le donne tra i 15 e i 44 anni, il rischio di subire violenze domestiche o stupri è maggiore del rischio di cancro, 

incidenti o malaria.I dati forniti in occa-sione del G8, parlano di più di 140 milioni le donne vittime di violenze di ogni tipo.



Oggi si celebra la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne

Il 25 novembre si celebra la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne,
istituita dall'Onu nel 1999 per sensibilizzare le società sulla violenza di genere diffusa in ogni parte del mondo e riscontrabile in ogni ambito,
senza limiti d'età o di status socio-economico.

In particolare è stato scelto il 25 novembre perchè è la data in cui le tre sorelle Mirabal, della Repubblica Dominicana, vennero uccise nel 1960 per il loro impegno politico contro
il dittatore Trujillo.

In"A life free of violence"l'Unifem,United development fund for women,indica le "Strategie" per contrastare la violenza sulle donne




NAPOLITANO:VIOLENZA SU DONNE IN CRESCITA La violenza sulle donne è una "vera emergenza su scala mondiale" e in Italia ai "necessari interventi di tipo repressivo si debbono affiancare azioni concrete per diffondere una concezione della donna che rispetti la sua dignità e si opponga al modello consumistico spesso proposto da media e pubblicità". E' il messaggio del presidente della Repubblica Napolitano, nella Giornata internazionale contro la violenza alle donne. Il Capo dello Stato ricorda che "molto resta ancora da fare per sradicare una concezione della donna come oggetto, di cui ci si può anche appropriare",e invita a riflettere su un fenomeno "ancora drammaticamente attuale"


ITALIA,QUASI 7 MILIONI DONNE VITTIME VIOLENZA Si celebra oggi in tutto il mondo la Giornata contro la violenza sulle donne In Italia, (dati Istat), una donna su tre tra i 16 e i 70 anni è stata, almeno una volta,vittima di violenza o malrattamenti. Sono sei milioni 743 mila le donne che hanno subito violenza fisica o sessuale Tre milioni di donne aggredite durante una relazione o dopo averla troncata. Contro mogli e fidanzate i reati gravi: 8 su 10 aggredite in casa. Il 6,6% delle donne ha subito una violenza sessuale prima dei 16 an- ni, e più della metà di loro (il 53%) non lo ha mai confidato. Sabato 28 manifestazione nazionale a Roma.


N TERZO DI DONNE AL MONDO SUBISCE VIOLENZA La violenza contro le donne non appare in diminuzione,nonostante la Convenzione per l'eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne, sia stata ratificata da 186 Paesi. L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) stima che nel mondo circa un terzo delle donne abbia subito una o più violenze nel corso della propria vita. La Banca Mondiale segnala che, per le donne tra i 15 e i 44 anni, il rischio di subire violenze domestiche o stupri è maggiore del rischio di cancro, 

incidenti o malaria.I dati forniti in occa-sione del G8, parlano di più di 140 milioni le donne vittime di violenze di ogni tipo.



martedì 24 novembre 2009

Io, Nojoud, 10 anni divorziata

Io, Nojoud, 10 anni divorziata

Nodud Ali


Nojoud viene dallo Yemen. Nojoud ha solo dieci anni. Nojoud non è che una bambina. Una bambina divorziata. Perché anche se ha un lieto fine, questa non è una favola. È la storia di una battaglia, invece. La storia di una bambina che, in un paese in cui le donne sono spesso schiave inermi, ha saputo combattere con il cuore e il coraggio di una leonessa.

È stata costretta a sposare un uomo che non aveva mai visto. Un uomo di trent’anni. Lei non ne aveva che otto. È stata picchiata. È stata obbligata a rinnegare la sua infanzia.

Nojoud aveva paura. Nojoud voleva giocare. Voleva andare a scuola. Nojoud non è che una bambina. Ha pianto così tanto, ma nessuno la ascoltava. Ha supplicato suo padre, sua madre, sua zia.

Una mattina, Nojoud è scappata dalla sua casa-prigione. Si è incamminata da sola verso il tribunale di Sana’a. Si è ribellata alla legge degli uomini. Ha chiesto il divorzio.

In un paese in cui oltre la metà delle spose sono bambine tra gli otto e i dieci anni, Nojoud ha trovato il coraggio di dire no.

http://it.wikipedia.org/wiki/Nojoud_Ali


La contessa di ricotta Milena Agus

Tre sorelle occupano tre appartamenti di un palazzo nobiliare, un tempo tutto loro, nell’antico quartiere Castello di Cagliari.

La maggiore, Noemi, sogna gli splendori perduti e tenta di ricostruirli con avarizia e puntiglio, mentre la seconda, Maddalena, sposata a Salvatore, sogna un figlio che non vuole venire, e l’ultima, detta Contessa di ricotta perché ha le mani e il cuore di ricotta, sogna l’amore.

Ed è lei la sola ad avere un figlio, Carlino, indecifrabile terremoto e squisito pianista.

Intorno alla famiglia e alle sue tenaci illusioni, ci sono personaggi piú solidi, piú concreti, ma non meno sfuggenti, perché, dopotutto, solo le illusioni non fuggono: la vecchia tata, l’ombroso vicino, il pastore Elias.

Milena Agus, nel suo quarto romanzo, ci riporta a quel mondo tutto suo, dove incanto e disincanto si mescolano senza mai sciogliere il verdetto, il mistero; e dove ogni vita disegna la sua parabola come tante stelle cadenti, che appaiono e scompaiono in un fulgido cielo nero.

Il fascino che ha catturato e cattura i lettori - ormai milioni in tutto il mondo - dei due bestseller di Khaled Hosseini, "Il cacciatore di aquiloni" e "Mille splendidi soli", nasce soprattutto dalle storie: storie di uomini e donne, di amori e conflitti, di vite e destini. Ma quelle stesse storie, pur così universali, non potrebbero essere senza l'Afghanistan, che - ben più di un semplice sfondo - le contiene, le accoglie, le determina. Isabella Vaj, che Hosseini l'ha conosciuto da vicino traducendolo, è partita dai due romanzi per fare un viaggio alla scoperta della millenaria cultura del popolo afghano, tratteggiandone i miti, le leggende, la storia, le tradizioni, le ricchezze artistiche e naturali. Dall'archetipo dell'amore fatale incarnato da Laila e Majnun allo splendore dei lapislazzuli del Badakhshan, dalle lontane origini del gioco del buzkashiai ai riti dell'ospitalità e della buona tavola, dai manufatti d'oro di Tillya Tepe ai buddha giganti di Bamiyan, dalle spassose barzellette sul Mullah Nasruddin agli antichi splendori del Rinascimento timuride, un invito a conoscere quello che le cronache e i reportage dei giornali difficilmente raccontano.








Io, Nojoud, 10 anni divorziata

Io, Nojoud, 10 anni divorziata

Nodud Ali


Nojoud viene dallo Yemen. Nojoud ha solo dieci anni. Nojoud non è che una bambina. Una bambina divorziata. Perché anche se ha un lieto fine, questa non è una favola. È la storia di una battaglia, invece. La storia di una bambina che, in un paese in cui le donne sono spesso schiave inermi, ha saputo combattere con il cuore e il coraggio di una leonessa.

È stata costretta a sposare un uomo che non aveva mai visto. Un uomo di trent’anni. Lei non ne aveva che otto. È stata picchiata. È stata obbligata a rinnegare la sua infanzia.

Nojoud aveva paura. Nojoud voleva giocare. Voleva andare a scuola. Nojoud non è che una bambina. Ha pianto così tanto, ma nessuno la ascoltava. Ha supplicato suo padre, sua madre, sua zia.

Una mattina, Nojoud è scappata dalla sua casa-prigione. Si è incamminata da sola verso il tribunale di Sana’a. Si è ribellata alla legge degli uomini. Ha chiesto il divorzio.

In un paese in cui oltre la metà delle spose sono bambine tra gli otto e i dieci anni, Nojoud ha trovato il coraggio di dire no.

http://it.wikipedia.org/wiki/Nojoud_Ali


La contessa di ricotta Milena Agus

Tre sorelle occupano tre appartamenti di un palazzo nobiliare, un tempo tutto loro, nell’antico quartiere Castello di Cagliari.

La maggiore, Noemi, sogna gli splendori perduti e tenta di ricostruirli con avarizia e puntiglio, mentre la seconda, Maddalena, sposata a Salvatore, sogna un figlio che non vuole venire, e l’ultima, detta Contessa di ricotta perché ha le mani e il cuore di ricotta, sogna l’amore.

Ed è lei la sola ad avere un figlio, Carlino, indecifrabile terremoto e squisito pianista.

Intorno alla famiglia e alle sue tenaci illusioni, ci sono personaggi piú solidi, piú concreti, ma non meno sfuggenti, perché, dopotutto, solo le illusioni non fuggono: la vecchia tata, l’ombroso vicino, il pastore Elias.

Milena Agus, nel suo quarto romanzo, ci riporta a quel mondo tutto suo, dove incanto e disincanto si mescolano senza mai sciogliere il verdetto, il mistero; e dove ogni vita disegna la sua parabola come tante stelle cadenti, che appaiono e scompaiono in un fulgido cielo nero.

Il fascino che ha catturato e cattura i lettori - ormai milioni in tutto il mondo - dei due bestseller di Khaled Hosseini, "Il cacciatore di aquiloni" e "Mille splendidi soli", nasce soprattutto dalle storie: storie di uomini e donne, di amori e conflitti, di vite e destini. Ma quelle stesse storie, pur così universali, non potrebbero essere senza l'Afghanistan, che - ben più di un semplice sfondo - le contiene, le accoglie, le determina. Isabella Vaj, che Hosseini l'ha conosciuto da vicino traducendolo, è partita dai due romanzi per fare un viaggio alla scoperta della millenaria cultura del popolo afghano, tratteggiandone i miti, le leggende, la storia, le tradizioni, le ricchezze artistiche e naturali. Dall'archetipo dell'amore fatale incarnato da Laila e Majnun allo splendore dei lapislazzuli del Badakhshan, dalle lontane origini del gioco del buzkashiai ai riti dell'ospitalità e della buona tavola, dai manufatti d'oro di Tillya Tepe ai buddha giganti di Bamiyan, dalle spassose barzellette sul Mullah Nasruddin agli antichi splendori del Rinascimento timuride, un invito a conoscere quello che le cronache e i reportage dei giornali difficilmente raccontano.








Il 25 novembre si celebrerà la giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

 Domani Il 25 novembre si celebrerà  la giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

La data non è stata scelta a caso è legata alla storia di tre donne http://it.wikipedia.org/wiki/Sorelle_Mirabal
Patria Mercedes, Minerva Argentina e Antonia María Teresa Mirabal della Repubblica Domenicana che vivevano una vita agiata in una terra martoriata da miseria degrado e arretratezza a sotto la dittatura di Rafael Leónidas Trujillo, che eliminò ogni forma di opposizione attraverso una repressione spietata, depredando i sudditi e abusando di donne e bambine, che poi abbandonava al loro destino.
La cui famiglia venne espropriata di tutti beni, come di molte altre, le tre sorelle Mirabal diedero vita a un movimento democratico, chiamato “14 giugno“. Incarcerate diverse volte, non smisero mai di lottare per i loro diritti, e furono soprannominate les mariposas (le farfalle) per la loro bellezza, la loro vivacità e la loro delicata determinazione.

Ma un giorno, di ritorno da una visita in carcere ai loro mariti, alcuni agenti dei servizi militari, su ordine di Trujillo, le rapirono, le portarono in una piantagione di canna da zucchero, le torturarono, bastonarono e strangolarono, per poi gettarle a bordo della loro stessa auto in un burrone, simulando un incidente.

http://www.onewoman.it/23/11/2009/da-tre-farfalle-alla-giornata-mondiale-contro-la-violenza-sulle-donne/





Approfondimenti su
 * http://www.retepariopportunita.it/DefaultDesktop.aspx?doc=3357
 * www.cwgl.rutgers.edu/16days
 * www.cwgl.rutgers.edu/16days/home.html

 * http://it.wikipedia.org/wiki/Campagna_del_Fiocco_Bianco 
 * http://www.onewoman.it/16/11/2009/michelle-hunziker-e-la-doppia-difesa/ 
 * www.onuitalia.it

Il 25 novembre si celebrerà la giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

 Domani Il 25 novembre si celebrerà  la giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

La data non è stata scelta a caso è legata alla storia di tre donne http://it.wikipedia.org/wiki/Sorelle_Mirabal
Patria Mercedes, Minerva Argentina e Antonia María Teresa Mirabal della Repubblica Domenicana che vivevano una vita agiata in una terra martoriata da miseria degrado e arretratezza a sotto la dittatura di Rafael Leónidas Trujillo, che eliminò ogni forma di opposizione attraverso una repressione spietata, depredando i sudditi e abusando di donne e bambine, che poi abbandonava al loro destino.
La cui famiglia venne espropriata di tutti beni, come di molte altre, le tre sorelle Mirabal diedero vita a un movimento democratico, chiamato “14 giugno“. Incarcerate diverse volte, non smisero mai di lottare per i loro diritti, e furono soprannominate les mariposas (le farfalle) per la loro bellezza, la loro vivacità e la loro delicata determinazione.

Ma un giorno, di ritorno da una visita in carcere ai loro mariti, alcuni agenti dei servizi militari, su ordine di Trujillo, le rapirono, le portarono in una piantagione di canna da zucchero, le torturarono, bastonarono e strangolarono, per poi gettarle a bordo della loro stessa auto in un burrone, simulando un incidente.

http://www.onewoman.it/23/11/2009/da-tre-farfalle-alla-giornata-mondiale-contro-la-violenza-sulle-donne/





Approfondimenti su
 * http://www.retepariopportunita.it/DefaultDesktop.aspx?doc=3357
 * www.cwgl.rutgers.edu/16days
 * www.cwgl.rutgers.edu/16days/home.html

 * http://it.wikipedia.org/wiki/Campagna_del_Fiocco_Bianco 
 * http://www.onewoman.it/16/11/2009/michelle-hunziker-e-la-doppia-difesa/ 
 * www.onuitalia.it

lunedì 16 novembre 2009

Darfur: la storia di Halima Bashir

Darfur: la storia di Halima Bashir


La vita di Halima cambiò il giorno in cui decise di portare soccorso a quaranta bambine del villaggio di Mazkhabad, tutte di età compresa tra gli 8 ed i 13 anni, appartenenti alla scuola del villaggio, che furono brutalmente stuprate dai militari. Turbata dalla ferocia di quell’atto, ma non intimidita dalle minacce del...la polizia, denunciò l’accaduto alle Nazioni Unite. Nei giorni successivi venne rapita, torturata e violentata.


http://www.volodirittoonlus.org/2009/11/il-genocidio-in-darfur-la-storia-di-halima-bashir


Video

Darfur: la storia di Halima Bashir

Darfur: la storia di Halima Bashir

La vita di Halima cambiò il giorno in cui decise di portare soccorso a quaranta bambine del villaggio di Mazkhabad, tutte di età compresa tra gli 8 ed i 13 anni, appartenenti alla scuola del villaggio, che furono brutalmente stuprate dai militari. Turbata dalla ferocia di quell’atto, ma non intimidita dalle minacce del...la polizia, denunciò l’accaduto alle Nazioni Unite. Nei giorni successivi venne rapita, torturata e violentata.

http://www.volodirittoonlus.org/2009/11/il-genocidio-in-darfur-la-storia-di-halima-bashir

Video

venerdì 13 novembre 2009

Roberto Saviano - Dall'Inferno alla Bellezza - Rai Tre 11/11/09 ore 21






Roberto Saviano - Dall'Inferno alla Bellezza - Rai Tre 11/11/09 ore 21
"Dall'inferno alla bellezza" - Speciale Che tempo che fa con Roberto Saviano
Mercoledì 11 novembre, Rai Tre ore 21.10
La letteratura deve essere al servizio della società immergendosi nella realtà, intervenendo, e gli scrittori non possono semplicemente scrivere per intrattenere o per speculare sulla società. Devono avere un ruolo attivo. La parola è potere, ed è ancora più potente quando diventa d'uso comune. E questo è il motivo per cui uno scrittore che prende parte, veicola il suo messaggio con più efficacia che quello che invece scrive aspettando il tempo in cui si realizzino le sue fantasie. Ken Saro-Wiwa
Che tempo che fa torna in prima serata, mercoledì 11 novembre 2009, dalle h. 21.10 alle h. 23.30, su Rai Tre, con il primo speciale di questa settima edizione del programma: Dall'inferno alla bellezza di e con Roberto Saviano. Due ore con il trentenne scrittore napoletano, autore del best-seller Gomorra, tradotto in 50 paesi, caso letterario in tutto il mondo: con tre milioni e mezzo di copie diffuse dall'Australia all'Islanda, dalla Cina all'Arabia Saudita, ha ricevuto decine di premi in Italia e all'estero e da Gomorra è stato tratto uno spettacolo teatrale, insignito con gli Olimpici del Teatro 2008 e un film per la regia di Matteo Garrone, candidato per l'Italia agli Oscar, candidato ai Golden Globes, Gran Premio della Giuria al Festival di Cannes e miglior film all' European Film Awards 2008 oltre che Hessische Filmpreis alla Fiera del Libro di Francoforte come miglior adattamento cinematografico di un'opera letteraria.
Dello Speciale Dall'inferno alla bellezza , dice Roberto Saviano: Il titolo della serata vuole dire una cosa semplice, vuole ricordare che da un lato esistono la libertà e la bellezza necessarie per chi scrive e per chi vive, dall'altro esiste il loro contrario, la loro negazione: l'inferno che sembra continuamente prevalere. E' possibile che ancora oggi, l'Uomo, nella sua accezione più ampia, debba passare necessariamente attraverso l'inferno per raggiungere la bellezza?
Al centro dello Speciale, ancora una volta, la forza della parola non nascosta né perduta, la parola scritta o detta che dà la possibilità di esistere e che vive attraverso le storie: Ken Saro-Wiva, autore nigeriano, impiccato a Lagos per la sua tenace opposizione alle compagnie petrolifere che spogliano di risorse e ricchezze la sua terra, lasciando solo povertà ed inquinamento; Anna Politkovskaja, uccisa perché non c'era altro modo per fermare la sua implacabile testimonianza sulla crudele guerra in Cecenia; Varlam T.Salamov che dai gulag siberiani è riuscito a fare arrivare i suoi scritti non svendendo l'anima né la dignità; Miriam Makeba, Mama Africa, la voce che ha cantato la libertà di un continente, morta a Castel Volturno dopo un concerto per ricordare sei fratelli africani uccisi dalla camorra.Tutto questo è Dall'infernoalla bellezza: ma - come scriveva Albert Camus - l'inferno ha un tempo solo, la vita un giorno ricomincia.
Dal 13 ottobre 2006, Roberto Saviano vive sotto scorta: l'11 novembre saranno esattamente 3 anni e 29 giorni di vita negata, 1125 giorni, 27.000 ore di vita blindata.



Speciale Rai Che tempo che fa Dall’inferno alla bellezza

tutto Il video è qui







Roberto Saviano - Dall'Inferno alla Bellezza - Rai Tre 11/11/09 ore 21






Roberto Saviano - Dall'Inferno alla Bellezza - Rai Tre 11/11/09 ore 21
"Dall'inferno alla bellezza" - Speciale Che tempo che fa con Roberto Saviano
Mercoledì 11 novembre, Rai Tre ore 21.10
La letteratura deve essere al servizio della società immergendosi nella realtà, intervenendo, e gli scrittori non possono semplicemente scrivere per intrattenere o per speculare sulla società. Devono avere un ruolo attivo. La parola è potere, ed è ancora più potente quando diventa d'uso comune. E questo è il motivo per cui uno scrittore che prende parte, veicola il suo messaggio con più efficacia che quello che invece scrive aspettando il tempo in cui si realizzino le sue fantasie. Ken Saro-Wiwa
Che tempo che fa torna in prima serata, mercoledì 11 novembre 2009, dalle h. 21.10 alle h. 23.30, su Rai Tre, con il primo speciale di questa settima edizione del programma: Dall'inferno alla bellezza di e con Roberto Saviano. Due ore con il trentenne scrittore napoletano, autore del best-seller Gomorra, tradotto in 50 paesi, caso letterario in tutto il mondo: con tre milioni e mezzo di copie diffuse dall'Australia all'Islanda, dalla Cina all'Arabia Saudita, ha ricevuto decine di premi in Italia e all'estero e da Gomorra è stato tratto uno spettacolo teatrale, insignito con gli Olimpici del Teatro 2008 e un film per la regia di Matteo Garrone, candidato per l'Italia agli Oscar, candidato ai Golden Globes, Gran Premio della Giuria al Festival di Cannes e miglior film all' European Film Awards 2008 oltre che Hessische Filmpreis alla Fiera del Libro di Francoforte come miglior adattamento cinematografico di un'opera letteraria.
Dello Speciale Dall'inferno alla bellezza , dice Roberto Saviano: Il titolo della serata vuole dire una cosa semplice, vuole ricordare che da un lato esistono la libertà e la bellezza necessarie per chi scrive e per chi vive, dall'altro esiste il loro contrario, la loro negazione: l'inferno che sembra continuamente prevalere. E' possibile che ancora oggi, l'Uomo, nella sua accezione più ampia, debba passare necessariamente attraverso l'inferno per raggiungere la bellezza?
Al centro dello Speciale, ancora una volta, la forza della parola non nascosta né perduta, la parola scritta o detta che dà la possibilità di esistere e che vive attraverso le storie: Ken Saro-Wiva, autore nigeriano, impiccato a Lagos per la sua tenace opposizione alle compagnie petrolifere che spogliano di risorse e ricchezze la sua terra, lasciando solo povertà ed inquinamento; Anna Politkovskaja, uccisa perché non c'era altro modo per fermare la sua implacabile testimonianza sulla crudele guerra in Cecenia; Varlam T.Salamov che dai gulag siberiani è riuscito a fare arrivare i suoi scritti non svendendo l'anima né la dignità; Miriam Makeba, Mama Africa, la voce che ha cantato la libertà di un continente, morta a Castel Volturno dopo un concerto per ricordare sei fratelli africani uccisi dalla camorra.Tutto questo è Dall'infernoalla bellezza: ma - come scriveva Albert Camus - l'inferno ha un tempo solo, la vita un giorno ricomincia.
Dal 13 ottobre 2006, Roberto Saviano vive sotto scorta: l'11 novembre saranno esattamente 3 anni e 29 giorni di vita negata, 1125 giorni, 27.000 ore di vita blindata.



Speciale Rai Che tempo che fa Dall’inferno alla bellezza

tutto Il video è qui







mercoledì 11 novembre 2009

CAMPAGNA CONTRO L'OMOFOBIA

CAMPAGNA CONTRO L'OMOFOBIA
"Rifiuta l'omofobia,non essere tu quello diverso": è la campagna di comunicazione lanciata dal Ministero per le Pari Opportunità per contrastare le discriminazioni e le violenze basate sull'orientamento sessuale.

"Sono fiera, ha detto il ministro Carfagna- di aver rotto un piccolo tabù portando la lotta contro l'omofobia

nella comunicazione istituzionale". Tra le iniziative a supporto della campagna la realizzazione di uno spot che sarà trasmesso da tutte le televisioni e un opuscolo da  distribuire " in modo capillare anche nelle scuole
"ha spiegato il ministro per" veicolare il rispetto degli altri a partire dai ragazzi".


NASCITA E MORTE DELLA MASSAIA

NASCITA E MORTE DELLA MASSAIA
Paola Masino Isbn edizioni euro 14,00
Libro carsico che va e viene, e torna a
mettere in scena un conflitto proto-femminista e rétro, 

da antropologia femminile nell'Italia del Novecento.
Scritto prima della guerra, censurato, colpito 

dai bombardamenti e finalmente pubblicato nel '45. 
Una bambina sempre fuori posto, "polverosa e sonnolenta",
ostile a se stessa e agli altri, a cominciare dalla madre. 

Vive in un baule. La aspetta la gabbia matrimoniale 
e casalinga con un  attempato zio di provincia. Sghemba,
scontrosa, surreale. Come la scrittura.
a cura di Rai Eri

NASCITA E MORTE DELLA MASSAIA

NASCITA E MORTE DELLA MASSAIA
Paola Masino Isbn edizioni euro 14,00
Libro carsico che va e viene, e torna a
mettere in scena un conflitto proto-femminista e rétro, 

da antropologia femminile nell'Italia del Novecento.
Scritto prima della guerra, censurato, colpito 

dai bombardamenti e finalmente pubblicato nel '45. 
Una bambina sempre fuori posto, "polverosa e sonnolenta",
ostile a se stessa e agli altri, a cominciare dalla madre. 

Vive in un baule. La aspetta la gabbia matrimoniale 
e casalinga con un  attempato zio di provincia. Sghemba,
scontrosa, surreale. Come la scrittura.
a cura di Rai Eri

Gruppi su Facebook al femminile : PANTAREIDE

 PANTAREIDE  


La descrizione del gruppo è questa
Donne, rompiamo il tetto di cristallo che ci esclude dalla vita politica e sindacale, questo gruppo vuole iniziare un percorso evolutivo verso la fondazione di un partito che si proponga come nuova apertura nell'orizzonte politico del paese, la cui prevalenza di genere non lascia dubbi sul desiderio di vedere una diversa gestione delle problematiche che affliggono la nostra società e che ci trovano spesso nel fronte comune di una soluzione, al di là di ogni posizione e colore politico; forti della capacità di individuare priorità e soluzioni mirate vi proponiamo di fare fronte comune contro gli ostacoli ed i luoghi comuni per ottenere la possibilità di una scelta.
Sappiamo di avere pochi strumenti ma contiamo sulla nostra arte di riconfigurazione e di adattamento, e sopratutto sulla nostra testa e la nostra voglia di lavorare

Gruppi su Facebook al femminile : PANTAREIDE

 PANTAREIDE  

La descrizione del gruppo è questa
Donne, rompiamo il tetto di cristallo che ci esclude dalla vita politica e sindacale, questo gruppo vuole iniziare un percorso evolutivo verso la fondazione di un partito che si proponga come nuova apertura nell'orizzonte politico del paese, la cui prevalenza di genere non lascia dubbi sul desiderio di vedere una diversa gestione delle problematiche che affliggono la nostra società e che ci trovano spesso nel fronte comune di una soluzione, al di là di ogni posizione e colore politico; forti della capacità di individuare priorità e soluzioni mirate vi proponiamo di fare fronte comune contro gli ostacoli ed i luoghi comuni per ottenere la possibilità di una scelta.
Sappiamo di avere pochi strumenti ma contiamo sulla nostra arte di riconfigurazione e di adattamento, e sopratutto sulla nostra testa e la nostra voglia di lavorare

Violenza donne: quasi 7 mln vittime

(ANSA) - ROMA, 24 OTT - Una donna su tre tra i 16 e i 70 anni e' stata vittima dell'aggressivita' di un uomo, ma solo pochissime lo hanno denunciato.

Secondo l'Istat, 6 milioni 743 mila donne hanno subito violenza fisica e sessuale (il 31,9% delle donne che vivono in Italia), mentre il 4% di loro ha chiesto l'aiuto delle forze dell'ordine o di centri d'ascolto e associazioni. In quasi 4 milioni sono state vittime di violenza fisica (il 18,8%), circa 5 milioni (il 23,7%) di violenza sessuale.

Violenza donne: quasi 7 mln vittime

(ANSA) - ROMA, 24 OTT - Una donna su tre tra i 16 e i 70 anni e' stata vittima dell'aggressivita' di un uomo, ma solo pochissime lo hanno denunciato.

Secondo l'Istat, 6 milioni 743 mila donne hanno subito violenza fisica e sessuale (il 31,9% delle donne che vivono in Italia), mentre il 4% di loro ha chiesto l'aiuto delle forze dell'ordine o di centri d'ascolto e associazioni. In quasi 4 milioni sono state vittime di violenza fisica (il 18,8%), circa 5 milioni (il 23,7%) di violenza sessuale.

AIDOS Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo

AIDOS
Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo


Il nostro cammino è iniziato nel 1981, con la fondazione dell'Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo (AIDOS), associazione di donne e allo stesso tempo organizzazione non governativa di cooperazione, riconosciuta nel 1992 dal Ministero degli Affari Esteri come ente idoneo a gestire fondi pubblici per la realizzazione di progetti di cooperazione allo sviluppo.


Fin dalla sua fondazione, AIDOS ha lavorato - nei paesi in via di sviluppo, in Italia e nelle sedi internazionali - per costruire, promuovere e tutelare i diritti, la dignità, il benessere e il progresso di tutte le donne.


Di progetto in progetto e di campagna in campagna, AIDOS lavora in partenariato con organizzazioni e istituzioni locali, per fornire strumenti alle donne e alle loro organizzazioni, soprattutto nei settori in cui l'esperienza del movimento femminile in Italia ha dato i frutti più significativi. L'approccio di AIDOS nasce quindi dal dialogo ininterrotto e paritario con le organizzazioni femminili e non governative di tutto il mondo e dalle radici nel movimento femminista italiano.


Importante è la collaborazione con il sistema delle Nazioni Unite: AIDOS ha status consultivo speciale presso l'ECOSOC (Economic and Social Council of the United Nations, Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite), ed è focal point in Italia di INSTRAW (United Nations International Research and Training Institute for the Advancement of Women, Istituto Internazionale di Ricerca e Formazione per le Donne delle Nazioni Unite) e dell'UNFPA (United Nations Population Fund, Fondo per la Popolazione delle Nazioni Unite).

AIDOS Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo

AIDOS

Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo

Il nostro cammino è iniziato nel 1981, con la fondazione dell'Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo (AIDOS), associazione di donne e allo stesso tempo organizzazione non governativa di cooperazione, riconosciuta nel 1992 dal Ministero degli Affari Esteri come ente idoneo a gestire fondi pubblici per la realizzazione di progetti di cooperazione allo sviluppo.
Fin dalla sua fondazione, AIDOS ha lavorato - nei paesi in via di sviluppo, in Italia e nelle sedi internazionali - per costruire, promuovere e tutelare i diritti, la dignità, il benessere e il progresso di tutte le donne.
Di progetto in progetto e di campagna in campagna, AIDOS lavora in partenariato con organizzazioni e istituzioni locali, per fornire strumenti alle donne e alle loro organizzazioni, soprattutto nei settori in cui l'esperienza del movimento femminile in Italia ha dato i frutti più significativi. L'approccio di AIDOS nasce quindi dal dialogo ininterrotto e paritario con le organizzazioni femminili e non governative di tutto il mondo e dalle radici nel movimento femminista italiano.
Importante è la collaborazione con il sistema delle Nazioni Unite: AIDOS ha status consultivo speciale presso l'ECOSOC (Economic and Social Council of the United Nations, Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite), ed è focal point in Italia di INSTRAW (United Nations International Research and Training Institute for the Advancement of Women, Istituto Internazionale di Ricerca e Formazione per le Donne delle Nazioni Unite) e dell'UNFPA (United Nations Population Fund, Fondo per la Popolazione delle Nazioni Unite).